Si chiude alla Fortezza da Basso la 19esima edizione di Taste. Con 810 espositori e un balzo dei buyer esteri, il salone di Pitti Immagine consolida il suo profilo B2B e celebra la cultura del cibo di alta qualità.
Una magnifica edizione di Taste, la 19esima, ha acceso l’entusiasmo di espositori, compratori, media e appassionati dal 7 al 9 febbraio alla Fortezza da Basso di Firenze. Il salone dedicato al mondo delle piccole imprese agroalimentari ed enogastronomiche italiane di alta qualità cresce ancora e consolida il profilo B2B assunto nelle ultime stagioni: il totale dei visitatori si attesta a oltre 12.300, con un ulteriore aumento dei compratori esteri.
I Numeri del Successo
I fattori vincenti di questa edizione sono stati selezione, varietà merceologica e cultura del cibo. I dati ufficiali confermano il trend di crescita:
- 810 espositori totali.
- 8.500 compratori specializzati, di cui oltre 900 esteri (in costante aumento rispetto agli 890 del 2025 e i 750 del 2024).
- 1.500 visitatori professionali (fornitori, agenti e rappresentanti).
- 650 giornalisti (70 dei quali esteri).
- 1.700 appassionati e gourmet.
Le Voci dei Protagonisti
“Taste ha superato la definizione di fiera commerciale, un’etichetta che va troppo stretta a una manifestazione sempre più sfaccettata e originale”, ha dichiarato Agostino Poletto, direttore strategie corporate di Pitti Immagine, sottolineando l’armonia e i confronti tecnici respirati tra i corridoi della Fortezza.
L’originalità del salone è stata premiata da compratori provenienti da una sessantina di paesi, tra cui Stati Uniti, Francia, Germania, Regno Unito e mercati in forte espansione come Canada, Thailandia, Cina e Brasile.
Daria Vagelli e Vanni Marchioni, responsabili commerciali, hanno evidenziato la capacità di Taste di far emergere l’eccellenza territoriale mettendo al centro gli artefici dei prodotti. Anche Raffaello Napoleone, amministratore delegato, ha sottolineato l’importanza della collaborazione istituzionale con il Governo, ICE e i partner territoriali come Regione Toscana e Comune di Firenze, oltre al supporto di UniCredit per l’innovazione tecnologica.
Trend, Talk e FuoriDiTaste
L’edizione ha esplorato temi d’avanguardia nei Taste Talk e nei Taste Ring di Davide Paolini: dal ruolo dell’olfatto ai consumi della Gen Z, fino al fenomeno dei cibi fermentati e del panettone fuori stagione. Grande successo anche per il focus sui vini eroici e le masterclass di Coldiretti.
L’estetica della manifestazione è stata esaltata dalle sculture totemiche True Food Series, mentre la città di Firenze è stata animata dagli oltre 60 eventi del FuoriDiTaste, rendendo le aziende protagoniste in luoghi speciali della capitale toscana.
Conclusioni: Il Futuro del Gusto è nell’Esperienza
In sintesi, Taste 19 non è stata solo una celebrazione dei numeri, ma la conferma di un modello fieristico capace di trasformare il business in cultura. Il passaggio definitivo verso un profilo B2B internazionale, unito alla capacità di mantenere una narrazione umana e artigianale, posiziona la manifestazione come un punto di riferimento imprescindibile per il settore agroalimentare d’eccellenza.
Per Glam Aura Magazine, il successo di questa edizione evidenzia quanto la qualità del “prodotto Italia” sia indissolubilmente legata alla capacità di comunicare l’identità e la trasparenza della filiera, elementi che resteranno centrali nel dibattito sull’innovazione e sul valore del Made in Italy nei prossimi anni.
Credits: Pitti Taste
Questo articolo rientra nella copertura editoriale di Glam Aura Magazine in qualità di press stampa accreditata per Pitti Taste.
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