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Oltre il Fronte Invisibile: La Nuova Era della Cyber War e il Doppio Volto dell’Intelligenza Artificiale

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Nel mondo contemporaneo, le guerre non si combattono più solo in trincea, ma attraverso reti invisibili e codici informatici che attraversano il globo in frazioni di secondo. A partire dal 28 febbraio, data che ha segnato l’inizio del recente conflitto tra Usa, Israele e Iran, il panorama digitale è stato scosso da ben 1.245 attacchi cyber che hanno coinvolto 99 diversi “threat actor” in 14 Paesi. Secondo i dati della piattaforma Hackmanac, emersi durante il webinar organizzato dall’AI Think Tank di Assintel, Israele è attualmente il Paese più bersagliato, con 603 attacchi, mentre Iran ed Emirati Arabi Uniti registrano gli impatti con la severità media più elevata.

Questa escalation, che ha colpito duramente settori critici come governi, forze dell’ordine, finanza e media, non è un fulmine a ciel sereno. Gli incidenti informatici sono cresciuti esponenzialmente negli ultimi anni, raggiungendo l’impressionante quota di 17.770 attacchi nel 2025, segnando un drammatico +113% rispetto all’anno precedente. Questi assalti invisibili si manifestano in forme molteplici: dalle azioni dimostrative alle operazioni di influenza e manipolazione delle informazioni, fino al sabotaggio mirato a paralizzare supply chain e infrastrutture vitali.

Ma la domanda sorge spontanea: in che modo questa cyber war riguarda noi e le nostre aziende? L’impatto non si limita alle aree di scontro diretto. Le imprese italiane ed europee si trovano infatti esposte per via indiretta a causa della profonda dipendenza dai grandi provider tecnologici americani e della vulnerabilità delle catene di fornitura. Il rischio si traduce in minacce reali come campagne di disinformazione e phishing legato ad argomenti geopolitici, che possono compromettere non solo i servizi, ma anche la reputazione e i rapporti con clienti e partner.

Il grande protagonista e ago della bilancia di questa nuova scacchiera globale è l‘Intelligenza Artificiale, che ricopre un ruolo profondamente ambivalente. Da una parte, l’IA agisce come una sofisticata arma offensiva capace di automatizzare gli attacchi, creare malware evoluti e rendere le truffe di social engineering quasi indistinguibili dalla realtà. Dall’altra, si rivela uno scudo difensivo imprescindibile, in grado di analizzare vulnerabilità, rilevare minacce in tempo reale e automatizzare la risposta ai tentativi di intrusione.

Come ha spiegato in modo incisivo Sofia Scozzari, CEO di Hackmanac e Vice-coordinatrice del Cyber Think Tank Assintel, “i confini tra guerra fisica e cyber sono ormai irrilevanti per chi subisce gli effetti”. Le aziende, persino quelle più lontane dai teatri operativi, si trovano nel mirino e chi oggi non adotta strumenti di threat intelligence si troverà presto disarmato di fronte a crisi inevitabili.

La tecnologia, insomma, non è più mera innovazione, ma una componente vitale degli equilibri geopolitici. Come conclude Fabrizio Milano D’Aragona, Coordinatore dell’AI Think Tank Assintel, è fondamentale che le aziende comprendano quanto il rapporto tra tecnologia e potere impatti sul tessuto produttivo, rendendo la protezione dei dati una priorità che deve guidare anche le scelte istituzionali.

Credits: Assintel

Questo articolo rientra nella copertura editoriale di Glam Aura Magazine in qualità di press stampa accreditata per Assintel.


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Informazioni sull'autore

Marialuisa Portaluppi, Founder & Director di Glam Aura Observatory Hub. DPO e Analista Tecnico di Compliance, dirige l'Osservatorio indipendente su Fashion Privacy Tech, Data Protection e Governance del sistema moda. Lead Auditor ISO/IEC 27001, ISO 9001 e UNI/PdR 125:2022 (Parità di Genere). Responsabile della Governance dei dati e dei flussi tecnici per il settore Fashion & Luxury.

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