Archivio Divulgativo, Fashion Industry Compliance & Advisory, Insight

Moda e Intelligenza Artificiale

Reading Time: 2 minutes

La diffusione dell’Intelligenza Artificiale in tutto il mondo è cosa nota a tutti e l’industria della moda non ne è certo impermeabile.

In generale, il legame tra moda e tecnologia è un aspetto che molti creativi hanno preso in considerazione fin dall’inizio del nuovo millennio, a partire da Alexander McQueen che già nel 2006 portava in passerella l’ologramma di Kate Moss.

D’altra parte, è una sorta di imperativo per la moda, da sempre avant-gard per natura, quello di cavalcare l’onda (catche the wave) del momento e, oggi come domani, essa ha un nome e un cognome: Intelligenza Artificiale (AI).

Ormai da tempo il marketing e il design nel settore della moda utilizzano l’AI con ottimi risultati, ma nell’ultimo periodo stanno progressivamente cambiando le modalità del suo utilizzo. Infatti, sono cresciute sempre più le piattaforme gratuite che consentono di creare immagini notevolmente realistiche, le quali hanno inondato i social network, inaugurando l’epoca dei “fashion fake”: tra i più eccentrici ricordiamo la foto di un Papa che indossa un piumino bianco stile Moncler e il video del casting di Harry Potter in versione Balenciaga.

L’ultima notività è l’annuncio di Levi’s di voler affiancare ai modelli reali dei modelli generati con l’Intelligenza Artificiale nelle prossime sfilate.

Non può lasciare indifferenti la prospettiva di poter sempre più e sempre meglio falsificare la realtà rendendola verosimile, se non addirittura credibile.

Non c’è forse il rischio che l’Intelligenza Artificiale possa sostituire la creatività umana nella moda?

I pareri al riguardo sono discordi, perchè il rischio lo comprendiamo, bene o male, tutti, ma quasi tutti siamo comprensibilmente affascinati dalle molteplici potenzialità generative dell’AI.

Per quanto ci riguarda abbiamo condiviso e condividiamo l’appello all’UNESCO di Eric Sadin, noto intellettuale francese per limitare l’impiego dell’Intelligenza Artificiale non solo nella moda ma in tutta l’industria culturale.

Non siamo più nell’ambito, governabile e dunque accettabile, dell’AI Cognitiva, ma con l’avvento dell’AI Generativa si delegano ai sistemi digitali compiti che hanno da sempre richiesto le nostre facoltà intellettuali e creative.

Dal linguaggio all’immagine e soprattutto al lavoro, settori fondamentali della nostra civiltà sono e saranno inevitabilmente colpiti dall’adozione indiscriminata di strumenti digitali, in grado di soppiantare la nostra creatività e di portarci in quello che Sadin chiama “le desert de nous-memes” (il deserto di noi stessi).

A nostro avviso l’appello va colto rapidamente, senza contare più di tanto sulla politica, che decide sempre meno, perchè non c’è molto tempo a disposizione.


Scopri di più da Glam Aura Observatory Hub

Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.

Rispondi