Il Salone dei tessuti e accessori d’alta gamma inaugura la 42ª edizione a Fiera Milano Rho con una crescita significativa degli espositori europei e una visione culturale rinnovata del Made in Italy.
Milano si conferma capitale internazionale del tessile d’alta gamma. Con l’inaugurazione della 42ª edizione di Milano Unica, andata in scena a Fiera Milano Rho, il Salone italiano dei tessuti e degli accessori premium e luxury segna un risultato di assoluto rilievo: +25% di espositori tessili europei, in un contesto globale che continua a mettere alla prova l’intera filiera moda.
Un segnale forte, che Glam Aura Magazine ha raccolto direttamente dall’Auditorium di Fiera Milano, dove abbiamo preso parte alla cerimonia inaugurale su invito ufficiale di Milano Unica, vivendo in prima persona un momento chiave di confronto istituzionale, industriale e culturale per il futuro del settore.
Numeri solidi e fiducia crescente nella piattaforma Milano Unica
Sono 730 le aziende complessivamente partecipanti, di cui 585 espositori all’interno dei Saloni Ideabiella, Moda In e Shirt Avenue, con un incremento del +5,2% rispetto all’edizione di febbraio 2025. A distinguersi è soprattutto la presenza europea: 137 aziende tessili (+25%), a conferma di una fiducia sempre più marcata nel ruolo di Milano Unica come hub internazionale di promozione, marketing e business.
A completare il quadro, 129 adesioni tra Aree Speciali, Osservatori Korea e Japan e 16 case editrici, per una superficie espositiva totale di 25.803 metri quadri, anch’essa in crescita.
Come ha sottolineato Simone Canclini, Presidente di Milano Unica, si tratta di “risultati tutt’altro che scontati”, soprattutto considerando le difficoltà che il comparto tessile-abbigliamento ha attraversato negli ultimi due anni, in particolare nel segmento del lusso. Una resilienza che conferma il valore strategico della manifestazione come strumento irrinunciabile di supporto alla filiera.
Un settore in trasformazione, tra difficoltà e segnali di ripresa
I dati illustrati dall’Ufficio Studi di Confindustria Moda, basati sulle rilevazioni Istat dei primi nove mesi del 2025, raccontano un comparto ancora sotto pressione, ma con segnali di rallentamento della fase negativa. Il fatturato e l’export registrano una flessione contenuta (-1,5%), in netto miglioramento rispetto al 2024.
Sul fronte dei mercati internazionali, Cina e Hong Kong restano il primo bacino di destinazione, mentre emergono performance positive in USA, Portogallo, Marocco, Polonia e Gran Bretagna. Indicatori che, come evidenziato da Canclini, alimentano un moderato ottimismo per il 2026, sostenuto anche dalla ripresa di comparti chiave come quello cotoniero e liniero.
Il nuovo significato del lusso: tornare alla materia prima
Il cuore concettuale della cerimonia inaugurale ha ruotato attorno a una riflessione profonda e quanto mai attuale: il lusso deve tornare a fondarsi sulla materia prima. Un messaggio forte, ribadito dal Presidente Canclini, che invita a riequilibrare i rapporti di filiera e a restituire centralità a competenze, prodotto e qualità.
Un tema che ha attraversato l’intera tavola rotonda moderata da Nicola Porro, arricchita dai contributi di voci autorevoli del panorama industriale, culturale e accademico:
da Claudio Marenzi (Herno e Montura), che ha messo in guardia dal rischio di disconnessione tra confezione e tessuto, a Simone Marchetti (Vanity Fair), che ha riportato il dibattito sul valore dell’autenticità nel racconto dei brand; fino alle analisi di Luca Solca sullo scenario globale del lusso e al contributo di Stefania Saviolo (Università Bocconi), che ha evidenziato il ruolo strategico di comunicazione, formazione e trasparenza.
Istituzioni e sistema Paese a sostegno della filiera
La cerimonia inaugurale ha visto una forte partecipazione istituzionale, con i saluti del Presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana, del Prefetto di Milano Claudio Sgaraglia, dei rappresentanti di Agenzia ICE e Fondazione Fiera Milano, e il collegamento con il Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara.
A chiudere, l’intervento del Viceministro Valentino Valentini, che ha ribadito l’impegno del Governo a sostegno del Made in Italy e della moda, tra politiche di contrasto all’ultra fast-fashion, incentivi agli investimenti e strategie di apertura verso nuovi mercati internazionali.
Milano Unica, piattaforma culturale oltre che commerciale
Con questa 42ª edizione, Milano Unica rafforza il proprio posizionamento non solo come appuntamento fieristico di riferimento, ma come piattaforma culturale e strategica, capace di stimolare una riflessione condivisa sul futuro della moda e sul valore industriale e simbolico della filiera europea premium e luxury.
Una visione che, come ha ricordato Massimo Mosiello, Direttore Generale di Milano Unica, nasce da un autentico gioco di squadra tra imprese, istituzioni e partner, e che continua a rendere questo appuntamento imperdibile per buyer, media e operatori internazionali.
Credits: Milano Unica
Questo articolo rientra nella copertura editoriale di Glam Aura Magazine in qualità di press stampa accreditata per Milano Unica.
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