
È stata inaugurata il 15 marzo, a Parma, la mostra Metamorfosi Alchemica di Federico Cella, con una presentazione a cura della storica dell’arte Manuela Bartolotti.
La mostra ospita, nelle tre sale della Antica Farmacia San Filippo Neri, 12 quadri, cristalli provenienti dalla collezione privata dell’artista e 80 contenitori di pigmenti minerali – alcuni rarissimi – con cui sono state realizzate anche queste opere.
Federico sei conosciuto per ricercare personalmente i minerali all’interno di grotte e miniere abbandonate e per la passione con cui condividi le tue conoscenze. Molti di noi però non conoscevano il tuo legame con l’arte.
Quando è nata questa passione?
Da bambino non sapevo ancora cosa fossero i pigmenti minerali: collezionavo i minerali e li mettevo nello zaino così com’erano, senza confezioni né protezioni. Si rompevano, si mescolavano… e alla fine mi ritrovavo anche le tute e i pantaloni colorati solo camminando tra i sentieri. Poi, a un certo punto, ho avuto una illuminazione. Appassionato di arte e disegno, mentre i miei amici uscivano io mi rifugiavo a dipingere.
Quali tecniche utilizzi e quali sono i soggetti che preferisci dipingere?
Dipingo paesaggi dell’anima, luoghi che ho visto nel mondo, oppure ciò che mi sta profondamente a cuore. Ho sperimentato tecniche diverse, seguendo antichi ricettari: tempera, olio e altre ancora.
Federico parla di luoghi del cuore. Entrando nella mostra si ha l’impressione di attraversare un varco spazio-temporale: composizioni informali e vibranti, visioni oniriche tra terra e cielo, abissi fluttuanti e germinazioni astrali.
La materia che è terra, pietra, minerale trasfigura in fondali acquei o ascensioni luminose, in continua silente evoluzione. In ogni opera è la progressione della nascita della terra e del tempo, attraverso la fecondazione del fuoco e dell’aria.
L’alchimia delle opere e del luogo agisce anche nel visitatore: negli scaffali, tra alambicchi e mortai, i vasi dei pigmenti colorati, disposti secondo i chakra e le tinte corrispondenti, rigenerano l’osservatore accompagnandolo in una rinascita.
Molte delle miscele cromatiche sono state ricavate da minerali provenienti dal parmense – ocre gialle e rossi dei diaspri bardigiani – altre dai minerali che Federico ha raccolto in giro per il mondo, solo una piccolissima parte proviene da minerali acquistati.
Federico Cella è un raro esempio di artista alchimista che dalla natura non trae solo l’ispirazione, non si limita alla mimesi, ma, quasi assecondandola, opera anche lui trasformazioni della materia, frantumando minerali e rocce, per trarne l’intima essenza colorata e palpitante. Questa diventa il medium energetico delle sue opere che emanano la vitalità dei 4 elementi che in natura concorrono alla creazione: terra, fuoco, aria e acqua.
Federico ama profondamente la natura e ama la divulgazione: ha tenuto laboratori didattici per bambini sulla preparazione dei colori secondo le ricette medievali e a breve uscirà un suo libro sulla ricchezza del sottosuolo di Parma che ha cominciato a esplorare fin da piccolo.

L’opera di Federico è un lavoro a tutto tondo: parte dalla ricerca e scoperta dei minerali, passa per l’estrazione e arriva alla trasformazione della materia.
La sua ricerca artistica procede con l’evoluzione interiore; la conoscenza dei processi chimici di trasformazione si salda con la curiosità per l’arcano e il trascendente insito nell’universo.
E noi, osservando le opere, dopo la seduzione visiva e sensoriale, siamo toccati da vibrazioni più profonde che ci risuonano interiormente, come quelle di un diapason o quelle delle campane di cristallo che l’artista ama suonare.
I cromatismi della tela ci entrano dentro emozionandoci e risvegliando memorie e sogni: le vibrazioni dei pigmenti minerali scuotono l’anima con la forza del colore accompagnandoci lungo la via della trasmutazione.
Metamorfosi Alchemica
Antica Farmacia San Filippo Neri – Vicolo San Tiburzio 5, Parma
La mostra è a ingresso libero con la presenza dell’artista
Orari mostra 15 novembre – 7 dicembre 2025
Ven 17.30–19.30 | Sab–Dom 10–13 / 15–19
Altri giorni su appuntamento: Federico Cella – 340 4154350
Seconda inaugurazione:
Domenica 30 novembre ore 16.30
Presentazione a cura di Matteo Corati
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