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L’Europa e la Sfida dell’Intelligenza Artificiale: Trasparenza, Marcatura ed Etichettatura nel Nuovo Codice di Condotta

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Il Paradigma Europeo per l’IA

L’avvento dell’Intelligenza Artificiale generativa ha sollevato interrogativi cruciali sulla tenuta dell’informazione e sulla fiducia pubblica. Di fronte a testi e video sintetici che sono ormai divenuti indistinguibili da quelli creati da esseri umani, la risposta normativa è diventata un’urgenza democratica.

L’approccio adottato dall’Unione Europea, come sottolineato da Agostino Ghiglia (Membro del Collegio del Garante), si fonda su un principio cardine:

“L’Europa non vieta l’IA. La rende riconoscibile”.

Sapere chi ha prodotto un determinato contenuto non è più considerabile come una mera questione etica o accademica, ma rappresenta un vero e proprio pre-requisito della fiducia. Per tradurre questo principio in pratica, la Commissione Europea ha recentemente pubblicato la versione definitiva del Codice di condotta sulla marcatura e l’etichettatura dei contenuti generati dall’IA.

Dal Codice di Condotta all’AI Act: La Transizione Normativa

Il documento redatto dalla Commissione si configura come una “soft law” di altissima qualità. Il suo scopo non è quello di creare un quadro normativo parallelo, bensì di anticipare e preparare il terreno per l’applicazione delle regole previste dall’articolo 50 dell’AI Act, le quali diventeranno legalmente vincolanti a partire dal 2 agosto 2026. Il Codice, dunque, guida la transizione senza sostituire il testo di legge.

Il metodo di stesura di questo Codice rappresenta un modello virtuoso di legislazione condivisa. Non si è trattato di un testo “calato dall’alto”, ma di un lavoro corale che ha coinvolto sei esperti e oltre 180 portatori di interesse, sviluppandosi attraverso la stesura di due bozze. Questo processo ha ricevuto un plauso sincero per la sua capacità di ridurre la frammentazione normativa tra i ventisette Stati membri dell’Unione.

L’Architettura della Trasparenza: I Due Livelli di Intervento

Per garantire la riconoscibilità dei contenuti sintetici, il legislatore europeo ha elaborato un sistema basato su due pilastri fondamentali, che spesso vengono confusi nel dibattito pubblico ma che hanno scopi e destinatari profondamente diversi:

La Marcatura (Art. 50.2): L’Infrastruttura Invisibile

La marcatura è un obbligo che ricade interamente sui fornitori (provider) dei sistemi di Intelligenza Artificiale. Consiste nell’inserimento di watermark e metadati leggibili dalle macchine, che devono essere sviluppati basandosi su standard aperti. Questa marcatura è invisibile all’utente finale, ma costituisce l’infrastruttura tecnologica fondamentale su cui si regge l’intero ecosistema della trasparenza europea.

L’Etichettatura (Art. 50.4): La Segnalazione Visibile

L’etichettatura riguarda, al contrario, chi pubblica il contenuto. Si tratta di una segnalazione chiaramente visibile che deve accompagnare specifiche categorie di materiali, in particolare i deepfake e i testi di interesse pubblico. Per uniformare la comunicazione a livello continentale, questa segnalazione avverrà tramite un’icona europea comune.

Definizioni e Limiti Applicativi: Utente Comune vs. “Deployer”

Uno degli aspetti più complessi e fonte di maggiori equivoci riguarda il perimetro di applicazione dell’obbligo di etichettatura per i cittadini. L’AI Act traccia una linea netta tra l’uso amatoriale e l’uso professionale.

L’obbligo di inserire la segnalazione visibile colpisce i “deployer”, termine con cui si identifica chi utilizza l’Intelligenza Artificiale in un ambito professionale. La definizione normativa esclude espressamente l’attività personale non professionale: di conseguenza, il cittadino che genera un’immagine o una canzone per sé stesso o per svago con gli amici non è tenuto a dichiarare nulla.

Tuttavia, l’esenzione per uso personale è soggetta a due rigorose avvertenze:

  1. La presenza del watermark tecnico: L’invisibile marcatura di base sarà comunque presente nel file generato, poiché l’obbligo di inserirla ricade sul fornitore dell’applicazione alla fonte, indipendentemente dall’uso che ne farà l’utente.
  2. Il superamento della soglia “personale”: Non appena un contenuto generato per svago viene monetizzato o viene utilizzato per informare il pubblico, l’esenzione decade immediatamente. In quello stesso istante, l’utente rientra formalmente nella definizione giuridica di “deployer” e diventa soggetto all’obbligo di etichettatura.

Tolleranza Zero: I Deepfake di Persone Reali e il GDPR

Se l’uso personale garantisce una certa flessibilità per i contenuti creativi astratti, il legislatore adotta un approccio di “tolleranza zero” quando si entra nel campo dell’identità umana.

Nel caso di deepfake che ritraggono persone reali, il testo è inequivocabile: non c’è alcuna esenzione che tenga, neppure se il contenuto è generato per puro diletto personale. Qualsiasi manipolazione sintetica delle sembianze di un individuo esistente deve sottostare a tre barriere legali invalicabili:

  • Il rispetto del GDPR (Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati).
  • La tutela dei diritti sull’immagine della persona coinvolta.
  • Il divieto assoluto di mettere in atto pratiche manipolative.

Le Sfide Tecnologiche Aperte e le Nuove Linee Guida

Nonostante l’eccellenza dell’impianto giuridico, il Codice di condotta e l’AI Act si scontrano con gli attuali limiti della tecnologia. Come evidenzia l’analisi, ci sono casi in cui “l’obbligo di legge cede il passo alle questioni ancora aperte”.

Per colmare queste lacune, sono attese nuove linee guida prima di agosto, le quali avranno l’arduo compito di sciogliere i nodi tecnici più complessi. Il problema prioritario, al momento, è legato al rilevamento: l’efficacia del watermark invisibile (la marcatura) è attualmente messa in discussione dalla sua fragilità. Come si legge nei documenti, “un watermark che si cancella con un semplice ritaglio dell’immagine non protegge nessuno”. Risolvere questa vulnerabilità tecnica sarà il banco di prova fondamentale per garantire che l’intera infrastruttura europea della trasparenza possa funzionare nel mondo reale, al di fuori delle aule legislative.

Un sentito ringraziamento ad Agostino Ghiglia per aver condiviso con tutti noi alcune riflessioni di vitale importanza per la nostra libertà online.

Fotografia di copertina creata con l’AI-ChatGpt.


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Informazioni sull'autore

Marialuisa Portaluppi, Founder & Director di Glam Aura Observatory Hub. DPO e Analista Tecnico di Compliance, dirige l'Osservatorio indipendente su Fashion Privacy Tech, Data Protection e Governance del sistema moda. Lead Auditor ISO/IEC 27001, ISO 9001 e UNI/PdR 125:2022 (Parità di Genere). Responsabile della Governance dei dati e dei flussi tecnici per il settore Fashion & Luxury.

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