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Digital Product Passport: la rivoluzione che sta riscrivendo le regole della moda sostenibile

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Dall’etichetta al codice QR: come il DPP europeo trasforma ogni capo d’abbigliamento in un documento vivente di trasparenza e responsabilità.

C’è un momento preciso in cui la moda smette di essere solo estetica e diventa sistema. Quel momento sta arrivando, e porta un nome che presto ogni addetto ai lavori imparerà a memoria: Digital Product Passport, abbreviato DPP. Non si tratta di una tendenza stagionale, né di un’iniziativa di marketing verde. È una normativa dell’Unione Europea destinata a cambiare radicalmente il modo in cui i prodotti tessili vengono progettati, prodotti, commercializzati e smaltiti.

Un cambio di paradigma epocale, silenzioso ma potentissimo, che sta già muovendo i suoi primi passi nei corridoi delle istituzioni di Bruxelles e nei laboratori delle aziende più avanzate d’Europa.

Immagina di poter sfiorare con il tuo smartphone l’etichetta di una giacca e sapere, in tempo reale, dove è stato filato il tessuto, in quale paese è stato tinto, se i lavoratori che l’hanno cucita erano tutelati da un contratto equo, quanta CO₂ ha prodotto la sua lavorazione, e come smaltirla correttamente a fine vita. Questo è ciò che il Passaporto Digitale del Prodotto rende possibile. Non è fantascienza: è la direzione obbligata che l’Europa ha scelto per il futuro del sistema moda.

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