Il futuro si scrive tra istituzioni, etica e visione umana
di Glam Aura Magazine
Si è chiusa ieri, negli spazi maestosi del Castello Carlo V di Lecce, la prima edizione del DIGEAT Festival, tre giorni che hanno trasformato il centro storico salentino in un vero e proprio ecosistema della trasformazione digitale. Un laboratorio aperto, partecipato, interdisciplinare: più di 150 esperti nazionali e internazionali, 25 panel, tre laboratori professionalizzanti e un pubblico eterogeneo proveniente da tutta Italia hanno animato una manifestazione che ha saputo unire rigore scientifico, visione culturale e profondità etica.

Un Festival che ha riportato il digitale alla sua dimensione più autentica: pensiero, responsabilità, umanità
Realizzato da Digitalaw in co-branding con Regione Puglia, DIGEAT è nato come estensione viva del progetto editoriale avviato nel 2024: un’intuizione che oggi diventa spazio fisico di confronto, riflessione e cultura.
Non un evento sulla tecnologia, ma un luogo per interrogare la tecnologia.
Il claim scelto per l’edizione inaugurale – “A momentary lapse of reason” – è una dichiarazione di intenti: aprire una pausa lucida nel rumore algoritmico e informativo contemporaneo, recuperare l’umano dentro e oltre il digitale.
A interpretare questa visione, il cuore pulsante del Festival:
- i laboratori del 27 novembre, dedicati alle professioni strategiche del futuro – DPO, CISO, RDC e il nuovo profilo AIDEC (AI & Data Ethics Compliance Manager) – con focus su cybersecurity, data governance e AI Act;
- i panel del 28 novembre, gratuiti e aperti al pubblico, per approfondire data protection, identità digitale, intelligenza artificiale, sanità digitale, etica e diritto;
- l’attesissimo dialogo con le istituzioni del 29 novembre, moderato da Barbara Carfagna, che ha dato voce a una pluralità di prospettive italiane ed europee.
29 novembre: il confronto con le istituzioni e le sfide del Mediterraneo digitale
Nel convegno conclusivo, al Castello Carlo V, enti, associazioni e organismi nazionali e internazionali hanno tracciato la rotta della trasformazione digitale del sistema Paese e del Mediterraneo.
Governance, interoperabilità, competenze, sicurezza, responsabilità individuale e collettiva: la conversazione ha restituito un mosaico complesso e necessario, sottolineando come l’innovazione non possa essere disgiunta da etica, trasparenza e visione sociale.
Il digitale, è emerso con chiarezza, non è mai solo un insieme di tecnologie: è un ambiente, una cultura, un nuovo modo di abitare lo spazio pubblico.
Riconoscimenti Rivista DIGEAT 2025: il valore delle persone che costruiscono il futuro
La mattinata si è conclusa con la consegna dei Riconoscimenti Rivista DIGEAT 2025, attribuiti a sei figure che stanno segnando un nuovo modello di innovazione responsabile:
- Ing. Alessandro Delli Noci
- Dott.ssa Sara La Bombarda
- Dott.ssa Barbara Carfagna
- Fra Francesco Zecca
- Prof. Antonio Donato Limone
- Dott.ssa Sema Selek
Premi che non celebrano solo competenze, ma la capacità rara di incidere sulle comunità, di connettere mondi, di immaginare futuri.

Anabasi: quando l’arte diventa lente critica sulla tecnologia
Tra gli elementi più innovativi del Festival, ANABASI – Nel labirinto dell’intelligenza in digitale, performance editoriale e mostra fotografica ideata da Marcello Moscara, Chiara Saurio e Andrea Lisi.
Un percorso visivo e metagiuridico che indaga la dialettica tra corpo e codice, tra interiorità e algoritmo, tra lentezza e automatismo. 13 sequenze fotografiche che invitano lo spettatore a un atto di presenza, di attenzione, di consapevolezza.
La mostra, ospitata nella Biblioteca Bernardini, è stata uno dei momenti più apprezzati dal pubblico per la capacità di restituire al digitale una dimensione poetica, quasi meditativa.
Il digitale che si incontra a tavola: Food Experience
Il Festival ha lasciato spazio anche all’esperienza gastronomica come atto culturale: i convivi della Food Experience hanno riunito speaker, ospiti e partecipanti attorno a tavole informali, trasformando il cibo in metafora di relazioni lente e scelte consapevoli. In un mondo di “nutrimento digitale”, tornare al gusto reale è diventato un gesto di equilibrio.
“L’Angolo di J-Lo”: l’intelligenza artificiale va in scena
Un ulteriore tocco di originalità è arrivato con lo spettacolo di Emilio Gatto, dedicato alla figura di J-Lo – personalizzazione creativa di ChatGPT – che ha interrogato con ironia il rapporto tra AI e identità umana, tra potenza e limite della macchina. Un momento che ha unito pubblico e pensiero critico attraverso la dimensione performativa.
DIGEAT, un nuovo inizio
“Siamo già proiettati alla prossima edizione, con l’obiettivo di confermare Lecce come capitale del digitale consapevole nel Mediterraneo” ha dichiarato Andrea Lisi.
Il successo di DIGEAT 2025 non è solo nei numeri, ma nel tipo di conversazione che ha saputo attivare: lucida, interdisciplinare, profondamente umana.
Lecce ha dimostrato di poter essere molto più di una cornice: è diventata un simbolo contemporaneo, un luogo dove il digitale incontra la responsabilità, l’arte incontra il diritto, il futuro incontra il pensiero.
Un laboratorio necessario.
Una pausa luminosa nella complessità tecnologica.
Una promessa per il digitale che verrà.
Conclusioni: verso un digitale che riconosce l’umano
La prima edizione del DIGEAT Festival ha mostrato che il digitale non è mai solo tecnologia: è cultura, visione e responsabilità. Lecce ha saputo diventare il centro simbolico di questa nuova prospettiva, offrendo uno spazio in cui competenze, istituzioni, arte e società civile hanno dialogato senza filtri.
Il futuro del digitale – è emerso chiaramente – non si costruisce con automatismi, ma con scelte. Con alleanze etiche. Con un pensiero che rimette la persona al centro. DIGEAT 2025 ha acceso una scintilla preziosa: la possibilità concreta di un digitale capace di riconoscere l’umano, di proteggerlo, di potenziarlo senza snaturarlo.
Non un punto di arrivo, ma un punto di partenza.
Un invito a proseguire, con lucidità e coraggio, il cammino verso un Mediterraneo digitale davvero consapevole.
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