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Buon Compleanno, Privacy! Il GDPR compie 10 anni, ma l’Intelligenza Artificiale cambierà le regole?

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Proprio ieri, il 27 aprile, il Regolamento Europeo sulla Privacy (GDPR) ha festeggiato i suoi primi 10 anni, essendo stato adottato dal Parlamento europeo esattamente un decennio fa, nel 2016. Questo scudo invisibile ha rivoluzionato la nostra vita online, imponendo un nuovo standard di eleganza digitale che si riassume in una parola chiave: l’accountability, ovvero la responsabilità concreta e dimostrabile di chi gestisce le nostre informazioni.

I principi di questo regolamento si sono rivelati sorprendentemente resilienti nel tempo. Tuttavia, mentre noi oggi spegniamo le candeline e festeggiamo un mondo digitale più sicuro, l’ascesa esplosiva dell’Intelligenza Artificiale sta mettendo alla prova questo equilibrio in modo profondo e strutturale.

Pensateci bene: quando nel 2012 condividevamo una foto, un articolo o un commento su un blog, nessuno di noi poteva immaginare – e di certo non rientrava nelle nostre “aspettative ragionevoli” – che quegli intimi frammenti digitali sarebbero stati aspirati dal web per addestrare i potentissimi modelli di intelligenza artificiale di oggi a fini commerciali. È qui che il fascino dell’innovazione si scontra frontalmente con il nostro stile di vita privato.

E se volessimo far cancellare una nostra traccia dal web? Con le nuove intelligenze artificiali, il celebre “diritto all’oblio” diventa un lusso difficilissimo da ottenere: far dimenticare a un algoritmo un dato che ha già “imparato” è tecnicamente impossibile senza dover riaddestrare l’intero modello da zero, un’operazione dai costi proibitivi.

Fortunatamente, in questa giungla hi-tech non siamo sole. Figure professionali specializzate come i DPO (Data Protection Officer) si stanno evolvendo per diventare i nuovi “architetti della compliance” e i veri consiglieri per l’Intelligenza Artificiale, lavorando dietro le quinte affinché la tecnologia rispetti i nostri spazi. Inoltre, una regola di stile rimane inviolabile: nessuna decisione automatizzata che impatta in modo significativo la nostra vita (ad esempio, nella selezione per un lavoro) può essere lasciata a una macchina senza una vera e competente supervisione umana.

Nel mondo phygital in cui ci muoviamo, essere informate sui propri dati è l’accessorio più glamour (e indispensabile) da sfoggiare. Perché la vera eleganza, oggi, passa anche per il controllo assoluto della propria identità digitale.


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Informazioni sull'autore

Marialuisa Portaluppi, Founder & Director di Glam Aura Observatory Hub. DPO e Analista Tecnico di Compliance, dirige l'Osservatorio indipendente su Fashion Privacy Tech, Data Protection e Governance del sistema moda. Lead Auditor ISO/IEC 27001, ISO 9001 e UNI/PdR 125:2022 (Parità di Genere). Responsabile della Governance dei dati e dei flussi tecnici per il settore Fashion & Luxury.

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